Anche quest’anno è una prerogativa della RAI Radiotelevisione italiana cercare di essere all’altezza, per il tramite dei propri commentatori specializzati, delle sempre strepitose riprese della regia (francese) del Tour de France. Anche delle corrette tempistiche negli inserti pubblicitari non fanno male a questo confronto fra due modi, l’italiano e il francese, di intendere la televisione pubblica, molto lontani, quasi opposti nelle serate di varietà ma, per questi pomeriggi sportivi, in sinergia.
Le riprese aeree, in particolare, non hanno eguali in alcuna manifestazione del genere. E non sarà naturalmente merito solo del tipo di coltura delle campagne d’Oltralpe, del loro modo in qualche misura coscienzioso di alternare colori, rilievi e distese di pascoli. C’è un’intenzionalità forte in ogni cambio di inquadratura, e quasi nulla è lasciato al caso, anche se solo all’inatteso è affidato il capolavoro, che sia una moto che inchioda, ahimé, per soccorrere, senza smettere di riprendere, un’anziana colpita nel pieno della sua passione ciclistica dal simbolo più cocente della sua attenzione - un’intera bicicletta professionistica in fronte, per via di una caduta - sia che si tratti più piacevolmente di una stretta di mano prima del tempo, fra due compagni di squadra che sanno di dover perdere, e pure di aver fatto una gara eccezionale. Continua a leggere ‘Che meraviglia le riprese del Tour de France’









Commenti Recenti